Come usare la poltiglia bordolese contro la peronospora della vite

La poltiglia bordolese è un composto di solfato di rame molto efficiente per la cura delle malattie delle piante, in particolar modo la peronospora, una malattia delle piante causata da parassiti che sottraggono risorse trofiche alla pianta ospite. Con questa guida ti spiegherò come la si combatte mediante la poltiglia bordolese.

Innanzitutto ogni qual volta che ci si accinge a riempire le pompe irroratrici con la poltiglia bordolese tieni in mente di agitare bene la poltiglia con un bastone al fine di evitare che lo zolfo rimanga depositato sul fondo. La poltiglia si introduce nell’interno della pompa versandola attraverso alla reticella metallica che si trova applicata all’apertura superiore della pompa stessa. Perché la poltiglia aderisce bene, non si deve irrorare quando le piante sono bagnate per la pioggia o per la rugiada, ma allorché sono asciutte; le ore del mattino non sono quindi opportune per le irrorazioni.

L’irrorazione deve essere fatta con getto polverizzato, a nebbia, in modo da colpire tutte le parti della pianta e specialmente la superficie inferiore delle foglie, perché è dalla pagina inferiore che viene l’attacco di quella grave malattia crittogamica che è la peronospora. Quando si usa? Siccome la peronospora non si può curare ma solo prevenire, i trattamenti con la poltiglia bordolese dovranno essere fatti prima dell’apparizione della malattia.

Per la vite i trattamenti saranno eseguiti dalla seconda metà di aprile fino all’agosto ed in numero variabile a seconda dell’andamento stagionale. Però, con numerose e opportune irrorazioni, si è certi di salvare l’uva dalla peronospora, anche in annate propizie alla diffusione della malattia. Si comincia con un primo trattamento, quando la vite ha le foglioline ancora piccole e la temperatura media raggiunge 20°; se ne farà un secondo, quando i tralci avranno la lunghezza di circa un palmo, ed un terzo quando i grappolini saranno in fioritura.

Successivamente irroreremo altre 2 o 3 anche 4 volte, ricordando che le frequenti piogge e le malattie caldo-nebbiose, favoriscono lo sviluppo della peronospora. L’ultimo trattamento si eseguirà quando i grappoli incominciano a prendere il loro colore definitivo. Non bisogna irrorare immediatamente dopo che è piovuto, ma attendere qualche giorno.

Siccome la poltiglia non aderisce ai grappoli, per preservarli è necessario fare anche delle solforazioni, con solfo ramato, in numero approssimativo di tre: cioè dopo due irrorazioni con la poltiglia, si farà una solforazione ramata. La poltiglia si adopera per combattere anche la peronospora del pomodoro e delle patate, il cicloconio dell’olivo, la bolla del pesco, la cercospora delle barbabietole ed altre malattie minori.

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